El Cocuy is an Italian based collective of artists and researchers whose interests mostly revolve around the connections between sound art and urban environment. Feel free to contact us at xelcocuyx [at] gmail.com or just click the up-right button for further info.

DE ÈARDE – LA TERRA

De èarde – La terra is part of Helicotrema Recored Audio Festival, Sep-Oct 2015, Venice, Bologna, Florence, Italy. Press release in Italian only!

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Dann reichte ihr (das Gespenst)
das Licht hin und anstatt einesda Licht
war es eine tote Hand.

Allora le porse un lume,
ma anziché essere un lume,
era la mano di un morto.


Bar reidan tauć”: noi parliamo cimbro.


Se dovete recarvi nel piccolo villaggio di Giazza, nel cuore delle prealpi veronesi, scoprirete che in realtà il vero nome del villaggio non è Giazza ma Ljetzan. Scoprirete che i suoi abitanti potrebbero discendere direttamente dai danesi dello Jutland (gli stessi che nel II secolo a.C. terrorizzavano l’esercito romano) oppure da immigrati bavaresi, entrati in contatto con gli antichi longobardi e stanziatisi tra le montagne di Veneto e Trentino. Con un pizzico di fortuna potrete sobbalzare alle esplosioni dei giganteschi trombini, i fucili fuori scala che un tempo i cimbri usavano per spaventare gli aggressori. Affidati a guardia dei confini nord della Serenissima Repubblica di San Marco, e all’attenzione delle SS nel progetto di ricerca sull’eredità ancestrale della razza (Ahnenerbe), di certo oggi i cimbri sono gli abitanti delle due aree geografiche conosciute come dei Sette e dei Tredici Comuni, piccoli villaggi montani sparpagliati negli altipiani tra Verona, Vicenza e Trento. I cimbri parlano una loro lingua, costruita su varianti dell’Antico e Medio Alto tedesco e frammentata in dialetti differenti a seconda dell’area. Sempre in base all’area, nella lingua cimbra si possono scorgere anche numerosi elementi di derivazione romanza: dal tardo latino al ladino, passando dai dialetti veneto e trentino.

Le Genti Beate

Fino a tempi recentissimi, la lingua cimbra è esistita in forma esclusivamente orale. E in forma orale si è fatta depositaria di un immaginario unico, popolato da orchi, spiriti ed altre figure straordinarie. Dall’incontro con i renjrar alle misteriose “genti beate” (Sealagan-laute), fino al sentore che ad abitare le montagne fosse il diavolo in persona, i cimbri raccontano storie di processioni notturne, di una “massa nera” che insegue i passanti, di bastoni magici in grado di indicare la presenza di soldi nascosti; o ancora, di vesti di seta preziosa che, non appena toccate da mano umana, si riducono in truccioli. Storie che la Chiesa cattolica aveva voluto sopprimere, eppure così radicate nell’immaginario collettivo da spingere i cimbri a credere che l’assenza di tali creature dalla loro quotidianità fosse da imputare alla potenza benefica del Concilio di Trento – o almeno così sostenevano i preti, al fine di contenere questo paganesimo dilagante. Ancora oggi, queste storie vengono tramandate di generazione in generazione: può ancora capitare di incontrare un anziano che racconti di essersi imbattuto, almeno una volta nella vita, in spettri di straordinaria statura o animali leggendari come il basilisco.

Tàucias garèida – Lingua parlata


La lingua cimbra sta svanendo. Di tutti i comuni dell’areale, il cimbro resta oggi parlato in una manciata di piccoli centri. Tutto attorno, il cimbro parlato è ufficialmente scomparso. Per quanto riguarda Giazza, restano ormai poco meno di 20 persone capaci di comunicare in questa antica lingua. Nessuna, tra queste, è giovane: con la morte degli anziani, il cimbro parlato di Giazza sembra essere destinato ad estinguersi, lasciando il villaggio trentino di Luserna e pochissime altre isole linguistiche come ultimi bastioni a difesa dell’idioma e, di conseguenza, della propria identità. Le comunità dei Sette e dei Tredici comuni che parlano cimbro stanno facendo del loro meglio per la salvaguardia della lingua: corsi di cimbro, dizionari, manuali a fumetti si alternano così agli appuntamenti con le antiche tradizioni. Tutto si gioca in questi anni.

Il racconto


Presentiamo ad Helicotrema un estratto di un progetto di ricerca più ampio in cui chiediamo ai cimbri di Giazza di raccontarci storie tratte dalla loro tradizione. Il file audio che qui proponiamo segna il primo passo di un percorso di ricerca e conoscenza della tradizione cimbra (e di altre comunità del nord Italia in via di scomparsa) a partire dalla lingua parlata. La conversazione è introdotta da una formula consolatoria, solitamente ripetuta come litania nel racconto orale (e qui riportata in italiano: Anima terrena / stai sopra di me / e raccontami la tua pena). Ci hanno incuriosito, in particolare, due figure misteriose che sembrano essere tipiche di Giazza: i Renjrar (gli spiriti delle persone morte di recente) e le Sealagan-Laute (le genti beate: figure intrise di contraddizione – né vive né morte; capaci di buone azioni e di grandi crudeltà; bellissime ragazze la cui schiena è una cava scorza d’albero).

Il dialogo


Sebbene le domande siano state rivolte in italiano, tutte le risposte sono in cimbro. Questo permette all’ascoltatore di ricevere indizi di contenuto; un contenuto che, se farà attenzione, potrà lui stesso completare, cercando nel racconto quelle parole del cimbro che crederà di riconoscere. Trasportato dalla voce, l’ascoltatore si ritroverà immerso in un paesaggio sonoro, segno e testimonianza di un’altra cultura che, pur nella sua unicità, è parte della nostra storia. Questo modesto contributo è quindi un omaggio al popolo cimbro e alle sue tradizioni. Vi presentiamo qui i frammenti di una lingua che, proprio mentre la ascoltiamo, lentamente scompare.

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Si ringraziano: Rino Lucchi, Antonia Stringher e l’Associazione De Zimbar ‘un Ljetzan, Vito Massalongo, Valeria Marchi.

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Image: Antonia Stringher

 

DE ÈARDE – LA TERRA

SONIC WARFARE: IN CONVERSATION WITH STEVE GOODMAN

SWRF

“Sound can be deployed to produce discomfort, express a threat, or create an ambience of fear or dread–to produce a bad vibe. Sonic weapons of this sort include the ‘psychoacoustic correction’ aimed at Panama strongman Manuel Noriega by the U.S. Army and at the Branch Davidians in Waco by the FBI, sonic booms (or ‘sound bombs’) over the Gaza Strip, and high-frequency rat repellants used against teenagers in malls. At the same time, artists and musicians generate intense frequencies in the search for new aesthetic experiences and new ways of mobilizing bodies in rhythm. In Sonic Warfare, Steve Goodman explores these uses of acoustic force and how they affect populations.

Traversing philosophy, science, fiction, aesthetics, and popular culture, he maps a (dis)continuum of vibrational force, encompassing police and military research into acoustic means of crowd control, the corporate deployment of sonic branding, and the intense sonic encounters of sound art and music culture.

Goodman concludes with speculations on the not yet heard–the concept of unsound, which relates to both the peripheries of auditory perception and the unactualized nexus of rhythms and frequencies within audible bandwidths”.

Following Steve Goodman’s research, which investigates the scope of the vibrational force as a political tool and means of influence, El Cocuy has invited the author to consider the issues contained in his book Sonic Warfare: Sound, Affect, and the Ecology of Fear (MIT 2010) also in the light of the recent social and political events.

2nd of September 2015, 6.30 pm
Bevilacqua La Masa Foundation
PalazzettoTito, Dorsoduro 2826, Venice Italy

Participants: Steve Goodman; Tommaso Gorla, Alessio Sacchetto (El Cocuy); Martina Raponi.

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Steve Goodman is an independent researcher, a member of sonic research cell AUDINT and the CCRU (Cybernetic Culture Research Unit), is founder of the record label Hyperdub and is DJ/producer under the name Kode9. He wrote the book Sonic Warfare: Sound, Affect and the Ecology of Fear (MIT Press 2010).

Martina Raponi is an independent curator and researcher, currently based in Amsterdam. Her first book, Strategie del Rumore. Interferenze tra arte, filosofia e underground (Milano, Auditorium Ed., 2015), gathers the results of her research about Noise. Among her newest projects: B-Prod (Amsterdam, NL) and Csepel Industrial Music Label (Budapest, HU).

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A big thank you to Associazione Culturale Interzona and Bevilacqua La Masa Foundation.

Image: Charles Féré, Sensation and Movement, 1887

SONIC WARFARE: IN CONVERSATION WITH STEVE GOODMAN

Tenebra è La Notte ‘Zine

Alright, we’ve been quite lazy over the last months, haven’t we? Yet El Cocuy has started the new year working on new projects which… you will know about in due time. In the mean time, check out an online version of Tenebra è La Notte Fanzine. This is a small publication curated and produced by El Cocuy for the art research agency Connecting Cultures in Milan, Italy. It was presented at the Milan Triennale gallery as part of a festival that investigates the influence of art on the urban environment, Milano e Oltre. We examined northern Italian contemporary musical experiences that would regularly take place in unconventional spaces such as flats, houses, basements, etc. with the aim of understanding how they influenced the public perception of the neighbourhood. The publication is entirely printed on semi-transparent paper to convey an idea of hidden artistic activities yet accessible if one has the will to search around their city. Every contributor was asked to introduce their project with a drawing, followed by a collection of interviews and photographs as documentation. Copies available on demand (Italian only)!

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Tenebra è La Notte ‘Zine

TENEBRA È LA NOTTE

Tenebra è la notte

TENEBRA È LA NOTTE Mappatura dell‘attività musicale nascosta del nord Italia GIOVEDI’ 30 MAGGIO 2013 H 20.30 – 22.00 Triennale di Milano, Viale Alemagna 6 [nell’ambito di Milano e Oltre] A cura di El Cocuy Presentazione della fanzine Tenebra è la Notte Live di Luciano Maggiore ed Eternal Zio

Tenebra è la notte è un progetto curato da Tommaso Gorla e Alessio Sacchetto in qualità di collettivo El Cocuy. L’obiettivo è proporre una ‘mappatura’ delle realtà indipendenti italiane che negli ultimi anni si sono dedicate all’organizzazione di eventi di musica contemporanea in spazi non adibiti a tale scopo. Appartamenti, studi, scantinati, come altri ancora: ogni luogo si distingue per una modalità operativa e una filosofia di adattamento e ricerca che crea dal basso e con pochissimi mezzi, e che, proprio per queste peculiarità, racchiude in sé un elevato potenziale.

Il risultato di questa mappatura è raccolto in una fanzine con foto, testi e immagini che rappresentano peculiarità e modus operandi di ciascun progetto coinvolto. Il progetto raggruppa diverse importanti realtà del nord-Italia: Cà Blasé (Varedo), El Cocuy (Venezia), Hundebiss (Milano), Invisible Show (Bergamo), La Dèlirante (Torino), San’Andrea degli Amplificatori (Bologna), SP333 (Genova), The Lift (Milano).

La fanzine sarà presentata il 30 Maggio negli spazi della Triennale di Milano, all’interno della mostra-evento “Milano & Oltre“, e sarà accompagnata da due live: Luciano Maggiore: Musicista e film-maker, le sue performance sono caratterizzate da un forte impatto in termini di volume e di quantità di informazioni che si intessono tra speakers, orecchio e architettura. http://lucianomaggiore.blogspot.it. Eternal Zio: Ensemble composta da Rella the Woodcutter, Maurizio Abate, Rabaus e Mysterious Valla. Hurdy gurdy, violino, mandola, organo, percussioni, bassi, chitarre e voci: psichedelia tribale e droni per la celebrazione di nuovi rituali pagani. http://eternalzio.bandcamp.com

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Image: Luca Ghedini

TENEBRA È LA NOTTE

HERE AIN’T BODIES

Hereain'twebindirizzi

by El cocuy with Bob Meanza, Pillowdiver and Claudio Rocchetti

urban live performance – May 11th 2013 h 18.00

Claudio Rocchetti – Lesegluck, Olahuerstrasse 37 10999 Berlin

Pillowdiver – Lubbenerstrasse 23 10997 Berlin

Bob Meanza – Altes Finanzamt, Schonstedtstrasse 7 12043 Berlin

> Errant Bodies project space, Kollwitzstraße 97 1 Berlin

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Here Ain’t Bodies is an urban live performance by the collective El Cocuy in collaboration with Bob MeanzaPillowdiver and Claudio Rocchetti. Here Ain’t Bodies is focused on creating a single music event which involves different areas of Berlin simultaneously. The aim is to utilise web technology to create a unique live act where the single musicians play synchronously with each other, thus giving life to a fully improvised, free-form concert that also considers the ‘response’ of the place and its audience. The event creates a unique, live performance in real-time.

Contemporary avant-garde musicians, Bob Meanza, Pillowdiver and Claudio Rocchetti, will play in three different locations of the city. The resulting ensemble will be broadcasted in real-time at Errant Bodies project space, which will work as the main bridge, connecting not only the music but also the different environmental aspects of the performance locations around the city.

The action invites people to decenter their listening experience, through the creation of an unusual soundscape that encourages the audience’s curiosity about their own city. Where are the other performances taking place? What is the environment like in that part of the city? Errant Bodies project space will serve as a harmonizer within the city community and an agent that can create a place of unusual aggregations, questioning the issue of public space and its nature.


This Is The End Project.com 

With the kind collaboration of Fallani Venezia; thanks to Bob Meanza, Pillowdiver, Claudio Rocchetti, Altes Finanzamt, Buchhandlung LeseGlück, Luca Facci, Davide Pizzoli, Valentina Marinone, Volker Fischer.

HERE AIN’T BODIES